Francesco Montelatici detto Cecco Bravo

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Francesco Montelatici detto Cecco Bravo
(Firenze 1601 – Innsbruck 1661)
San Giovanni Evangelista
Olio su tela, cm. 60 x 46

Soggetto dell’opera è san Giovanni Evangelista, qui raffigurato nell’atto di volgere la testa allo spettatore, immerso in uno sfondo scuro, mentre con la mano tiene un calice dal quale esce un serpente. Questa rappresentazione è ispirata alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine ed è legata ad un episodio della vita del santo. La leggenda racconta che San Giovanni, durante un soggiorno ad Efeso, si rifiutò di pregare la Dea Artemide e per questo fu costretto a bere da un calice di vino avvelenato. Prima di bere, il santo si fece il segno della croce e il veleno si trasformò in un serpente che scivolò via.

Cecco Bravo è un artista unico e originale attivo a Firenze durante il Seicento. Fu allievo di Giovanni Bilivert e Matteo Rosselli ma sviluppò uno stile unico e anticonformista influenzato anche dalla pittura del Nord-Italia, dove si recò più volte in viaggio. Terminò la sua vita a Innsbruck, lavorando per la Corte.

Il dipinto può essere ascritto alla fase giovanile dell’artista, come riconoscibile da confronti con altre opere dello stesso periodo (per esempio la “Seramide” di Prato o la “Madonna con Bambino” da collezione privata). La somiglianza è soprattutto riconoscibile nelle forme marcate ma regolari della fisionomia, nel modellato compatto e nelle tinte accese che richiamano gli smalti.

Expertise del professor Sandro Bellesi e del professor Giuseppe Cantelli.

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