Alcesti resa da Ercole ad Admeto

ENRICO SCURI

ENRICO SCURI
(Bergamo 1806-1884)

Alcesti resa da Ercole ad Admeto
ante 1828
Carboncino, sfumino, gesso bianco, carta applicata su tela,1250 x 1630 mm

«Compiuto è dunque o Admeto il giuramento tuo: costei t’ha sciolto! Eccola; mira! Alceste viva è questa» in tali parole è racchiuso l’atto conclusivo dell’Alceste Seconda di Vittorio Alfieri, ultima tragedia del conte piemontese ispirata all’omonima opera di Euripide. Il pathos del momento è potentemente reso dalla composizione del grande disegno di Enrico Scuri, cartone preparatorio di un dipinto portato all’esposizione annuale di Brera del 1828 e oggi, sfortunatamente, disperso.

La presenza corporea dei personaggi dimostra un attento studio dell’anatomia e della statuaria antica (da notare la muscolatura maestosa e guizzante del semidio che richiama quella dell’Ercole Farnese); la forza gestuale, invece, trascende la razionalità dei modelli classici indirizzandosi verso una maggior attenzione all’emotività e al sentimento. La composizione dell’opera fa risaltare uno spiccato senso di teatralità che non cela la passione del pittore per la recitazione, verso la quale era stato indirizzato sin dalla tenera età frequentando la famiglia svizzera Mariton.

Estratto della scheda della dott.ssa Chiara Fiorini nel catalogo della mostra “Metamorfosi del Nudo”, 2019. 

INFORMATIVA PER IL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI ai sensi dell’art. 13 del Regolamento UE 2016/679 (Cookies & GDPR). maggiori informazioni

Questo sito Web e i relativi strumenti di terze parti utilizzano cookie essenziali. Per ulteriori informazioni si prega di fare riferimento alla nostra politica sulla privacy (art. 13 del regolamento UE 2016/679).
Se desideri procedere oltre, fai clic su accetta.

Chiudi