Il Gallo di Brenno tira la barba di Marco Papirio

GIUSEPPE SCIUTI

GIUSEPPE SCIUTI
(Zafferana Etnea 1834-Roma 1911)

Il Gallo di Brenno tira la barba di Marco Papirio
Second half of the 19th
Oil on canvas, 45 x 64 cm

Il dipinto rappresenta l’episodio che, secondo quanto riportato nel quinto volume del monumentale libro sulla storia di Roma chiamato “Ab Urbe Condita” di Tito Livio, avrebbe dato l’inizio al sacco di Roma del 387 a.C. causato dai Senoni (una tribù celtica) guidati dal loro capo Brenno. Come riportato da Tito Livio, i Galli una volta entrati in città rimasero sorpresi dai senatori che rimanevano fermi immobili seduti sui loro scranni, uno di loro si avvicinò a Marco Papirio e gli tirò la barba, per vedere se fosse vivo, il quale reagì picchiandolo sulla testa con il suo bastone; questo causò l’ira degli invasori che uccisero tutti e cominciarono la devastazione della città.

Sulla destra possiamo vedere un tempio, probabilmente quello di Marte Ultore fondato dall’Imperatore Augusto nel Foro di Augusto che secondo lo storico romano Svetonio era il luogo dove i senatori deliberavano di guerra e trionfi. Davanti al tempio stanno seduti i romani, fra i quali si distingue Marco Papirio dalla lunga barba, di fronte il quale sta il gallo immortalato nell’atto di avvicinarsi al suo viso. Sulla sinistra, invece, c’è una parata di celti fra i quali si può identificare Brenno.

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